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Inserito il 27 Feb 2014 in Evidenza, News | 0 commenti

L’immagino così…

L’immagino così…

La scena me la immagino così.

Un amico che ti viene incontro dopo tanto tempo che non ci si vede, con quella confidenza di chi non è mai stato lontano.

È un po’ come in aeroporto o in stazione, quando la vista del volto conosciuto dissipa quel nervosismo dato dal dubbio di non essersi capiti, di un possibile fraintendimento. E per quanto comodo sia stato il viaggio e tutto sia stato dettagliatamente pianificato, arrivi e speri di incontrare subito chi ha promesso di venirti a prendere.

È quello che ti capita quando sei lì ad aspettare da un po’ a un incrocio e, in mezzo alla calca, senti chiamare il tuo nome, da quella voce inconfondibile e amica, che cancella all’istante ogni timore di fraintendimenti. “Non si è dimenticato di me!”

E immagino che, percepito per un attimo il tuo disorientamento, ti chieda:

–       Non era abbastanza chiaro?

–       Certo, figurati, era tutto molto chiaro.

–       Hai trovato difficoltà a seguire le indicazioni che ti avevo lasciato?

–       No! Tutto molto semplice, anche se non sempre facile. Quello che mi hai scritto era così preciso che mi sembrava di averti al mio fianco!

–       Be’, in un certo senso…

–       Davvero, sembrava che tu ci fossi già passato.

–       Cosa è stato più difficile?

–       Continuare a seguire le indicazioni, anche quando la maggior parte intorno a me andava in tutt’altra direzione. Mi venivano un sacco di dubbi, di domande…

–       Cosa ti ha fatto perseverare?

–       Le tue parole, le tue indicazioni. Non potevi aver mentito.  E sapevo che mi avrebbero portato da te.

–       Bene! Ora sei qui. Stai bene?

–       Sì, ora sì!

–       Allora andiamo. È tutto pronto!

Insomma, la scena me la immagino più o meno così.

La scena di quando incontrerò Gesù.

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